26.08.2007
Finalmente la tanto vacanza è iniziata. Con un viaggio tranquillo raggiungiamo il porto di Ancona con largo anticipo e alle 18.00 siamo già in coda per l’imbarco. Un addetto al controllo biglietti ci fa notare che non abbiamo effettuato le operazioni di Check-In e ci indica un ufficio. Quando entriamo nell’ufficio troviamo l’amara sorpresa. Una fila interminabile e soprattutto mal gestita, confusionaria e senza un minimo di aria respirabile. Costatiamo che il Check-In della Jadrolinija è un caos totale.Dopo poco più di un ora siamo fuori ma dobbiamo passare ancora dall’ufficio della Polizia per il controllo dei documenti, operazione formalmente inutile. L’imbarco sul traghetto ha inizio appena riusciamo a salire in macchina e la partenza prevista per le 21.00 viene posticipata alle 22.00 destinazione Spalato (Split) dove arriviamo puntualmente alle 6.00 Il viaggio va liscio visto anche le ottime condizioni del mare.
27.08.2007
Alle 7.00 dopo aver fatto colazione in nave siamo già in strada direzione Dubrovinik. Il viaggio dura 4 ore ed è uno spettacolo indescrivibile. Cominciamo a prendere conoscenza con le strade, non troppo strette ma neanche larghe. Delle perfette statali gestite meglio delle nostre. L’autostrada c’è ma per il momento è limitata da Spalato a Rijeka e Zagabria. Come al solito il sud viene per ultimo, ma meglio così, dalla statale che costeggia il mare si possono vedere le bellezze di questo paese. Attraversiamo un mondo nuovo, bellissimo. Montagne a picco sul mare dove comincia a sorgere un sole pallido. Dal mare ai laghi il passaggio è breve, un tragitto dai colori forestali, verde, bianco della montagna, e azzurro acceso dei laghi. Attraversiamo due volte la frontiera, quella lingua di terra lasciata alla Bosnia per arrivare al mare. Viaggiando sulla statale, dei cartelli avvertono che l’autostrada sarà terminata a breve. Sicuramente il viaggio durerà molto meno, ma si perderà la bellezza e la poesia di questo paesaggio splendido. Arriviamo alla meta alle 12.00 e ci rechiamo in agenzia per ritirare le chiavi del nostro appartamento che a prima vista non è un gran che, ma dopo una doccia rinfrescante tutto il posto assume un’altra sembianza. La casa sembra una reggia e dall’enorme terrazza si ha una vista interminabile. Pranziamo con un gelato e ci buttiamo nella spiaggia sotto casa e cominciamo ad assaporare il mare croato. Risaliamo nell’appartamento una doccia veloce e ci ributtiamo subito nella mischia dei turisti, siamo stanchi e non ci va subito di camminare tanto. Purtroppo la serata si conclude male. Incappiamo in un ristorante poco avvezzo alla cucina e usciamo con l’amaro in bocca e tanta tanta sete. Sarà meglio domani.
28.08.2207
La mattina ci svegliamo molto presto con la buona intenzioni di arrivare al mare e starci tutta la giornata. Prendiamo una cartina e puntiamo il dito dopo la città vecchia ancora più a sud direzione Cavtat. Troviamo una strada sulla destra che sembra l’entrata di un centro residenziale, ma la portineria è abbandonata. Entriamo con la macchina e il paesaggio è desolante. Ci sono delle strutture alberghiere completamente abbandonate sicuramente dopo la furia della guerra. Infatti gli stabili portano ancora segni di granate e colpi di mortajo. (Per informazioni su come trovare la strada chiedete dell’albergo Hotel Kupari) La spiaggia sottostante è completamente di ghiaia e non c’è neanche uno spiraglio di ombra naturale e tornano utili le tre mezze tende (spiaggine) comprate prima di partire. Un mare di un colore indescrivibile ci invita al primo vero bagno. L’acqua è fredda, ma non come ci avevano detto. Pranziamo al piccolo Bar sopra la spiaggia con un gelato eccezionale per la cifra di 10 Kuna. Follia.Nel tardo pomeriggio (visto anche l’elevata temperatura) torniamo a casa per una doccia e per poi visitare la città di Dubrovnik sperando di riuscire a trovare subito parcheggio (tutti a pagamento) cosa veramente difficile. La città assomiglia ad un grande labirinto, vicoli su vicoli che si incastrano tra loro e un gioco di sali scendi di scale che permettono di scrutare bene il paesaggio e i famosi tetti rossi di Dubrovnik. Si arriva alla fine nel cuore della città. La strada centrale appare come un enorme salotto. Pavimento lucido a specchio e uno “struscio” di persone interminabile, il vociferare diventa quasi assordante. Completamente distrutta dalla guerra, è stata ricostruita in meno di 15 anni e non presenta alcun segno. La cosa che più ci ha colpito è la cura con cui sono stati ricostruiti (e ancora oggi si stanno ricostruendo) i tetti di tutti gli edifici. Per mantenere lo stile antico della città si è deciso di far arrivare da una vicina isola le tegole fatte a mano del colore originale. Una follia che noi Italiani non avremmo mai compreso. Arriviamo tardi però per salire sul muro di cinta per fare una passeggiata e guardare la città dall’alto. L’ingresso si paga ( 50 Kn – circa 9 Euro) ma è aperto dalle 8.00 fino alle 19.30. Facciamo però un giro per ammirare il resto della città. La grande fontana d’Onofrio, costruita nel 1438 costruita dal napoletano Onofrio della cava che aveva avuto incarico di costruire anche gli acquedotti di 12Km per rifornire la popolazione. Fu completamente danneggiata nel tremendo terremoto del 1667. Oggi riporta solamente 16 maschere che gettano acqua potabile. La Chiesa di San Salvatore e il Convento (museo) dei Francescani con il suo bellissimo portale. Un Cristo morente raffigurato in una maniera eccellente, sovrasta l’entrata alla chiesa. (Curiosità. All’esterno del convento c’è una piccola maschera in marmo. L’altezza da terra sarà di 30 Cm. Sporge lievemente, e viene utilizzato come gioco da bambini e non solo. Il divertimento sta nel salire su questa specie di pedana, restarci sopra e togliersi e rimettersi la maglietta.) Vi assicuro è impossibile. Provate per credere. Proseguendo per la Placa ci si affaccia sulla bellissima Piazza Luza con la Colonna di Orlando, oggi punto di ritrovo, ma una volta usata come punto dove leggere gli editti. Una curiosità. La misura di unità di Dubrovnik era l’avambraccio del cavaliere. La Torre dell’orologio, fu restaurata diverse volte a causa dei terremoti e guerre. L’ultimo restauro risale al 1929. Girando intorno alla Piazza si possono notare il Palazzo Sponza (una volta sede della dogana), mentre oggi è alloggiato l’archivio di stato. Vicino a palazzo Sponza si trova un’altra fontana “La piccola fontana di Onofrio”. Giratevi e troverete la maestosa Chiesa di San Biagio e il palazzo del Rettore. La Stradum (Il corso per intenderci) dove volendo ci si può sdraiare e mangiare per quanto è lucido e pulito, una via che taglia la città, ricca di piccoli negozi. Ceniamo in uno dei tantissimo mini ristoranti sparsi nella miriade di piccoli vicoli. Mangiamo bene e facciamo un altro giro per la città di notte. Illuminata fa ancora più effetto, il fascino interminabile di questa città. Ad ogni angolo delle vie si possono trovare ballerini di break-dance, violinisti di musica classica, giocolieri. Beh è ora di andare a casa.
29.08.2007
Questa volta la mattinata inizia molto tardi, siamo in spiaggia alle 11.00 Chiediamo informazioni all’ufficio turistico posto di fronte al porto turistico dove possiamo trovare altre spiagge da visitare. Molto gentilmente e sempre in Inglese, ci danno una cartina della città e segnano due punti. Una delle spiagge belle da vedere era quella degli alberghi bombardati all’ora ci dirigiamo verso l’altro puntino contrassegnato dal nome di Copacabana…ci suona strano ma andiamo. Arriviamo con qualche difficoltà a questa spiaggia, è una piccola insenatura all’interno di un campeggio. L’ingresso e il parcheggio della macchina si paga, facciamo anche questa pazzia. Parcheggio della macchina 20 Kuna tutto il giorno.La vista dalla spiaggia questa volta non è bella come quella visitata ieri, ma in compenso si può mirare il capolavoro del ponte che permette l’entrata a Dubrovnik arrivando da Nord e dalle montagne che ci circondano. Pranziamo anche qui con un gelato per poi uscire a cena. Prendiamo due ombrelloni in affitto pagando 4 € per tutto il giorno. Andiamo via in tardo pomeriggio, doccia e via a sciolinare nella zona turistica di Dubrovnik fino ad arrivare ad un ristorante dove questa volta ordiniamo i tipici Ciapi o Cevapci (carne macinata compattata a forma di salsiccia cotta alla griglia e servita con salsa piccante e cipolla). Buonissima, ma la cipolla si fa sentire per tutta la notte. Usciamo dal ristorante e andiamo a prenotare un’escursione in barca per le tre isole più rinomate della Dalmazia.
30.08.2007
La giornata è proprio quella giusta, un sole caldissimo, un mare altrettanto calmo dopo una notte di vento forte e tuoni in lontananza. Il costo della gita è di 180 Kn a testa (26 Euro) compreso un pranzo a base di pesce. La partenza è prevista per le ore 10:00 e la prima isola da visitare è Kolocep. Una piccola isola 2,5 Km2 ed è abitata da circa 150 persone. Non vediamo molto anche perché non c’è niente da vedere, facciamo un bagno e ci asciughiamo sulla prima spiaggia di sabbia che abbiamo trovato. Ripartiamo subito per la seconda isola, Lopud, la seconda isola delle Elafiti che è abitata da circa 380 persone. Quasi tutti pescatori. Arriviamo e prima di scendere dalla barca ci viene servito il pranzo. Un piatto di pesce meraviglioso. Due piccoli dentici cotti alla piastra conditi solamente con olio e prezzemolo. Squisito, eccellente. Scendiamo e facciamo un breve giro tra le barche e prendiamo il caffè in un bar posto su di una piattaforma in legno con le tende. Molto pittoresco. Ci sarebbero da visitare delle chiese e monasteri, ma il tempo è tiranno. Risaliamo in barca e questa volta il capitano si dirige verso Sipan. La terza isola è la più grande misura 17 Km2 ed è anche la più turistica delle tre, infatti dall’attracco al centro della città, ci sono negozi di souvenir, bar e ristoranti. Molto bello e particolare il porticciolo rimessaggio di imbarcazioni private. Da notare anche gli spettacolari ricami all’uncinetto messi in bella mostra per la vendita dalle signore del luogo per pochissimi euro. Si possono anche vedere (ma è rimasto ben poco) i resti di una villa romana e di un palazzo ducale. Il rientro a Dubrovinik è previsto per le 19:00 ed è uno spettacolo guardare il tramonto che si riflette su un mare increspato dal vento. Senza una vera guida e con poco tempo a disposizione non c’è molto da vedere, ma una giornata in mare è sicuramente da provare. La giornata non è stata assolutamente gettata al vento.
01.08.2007
Anche oggi la giornata inizia presto alle 8:00 ci passa a prendere un piccolo pulmino da 7 persone che ci porterà a Mostar e poi a Medjgorie. Il viaggio è tranquillo fino a quando non arriviamo alla frontiera con la Bosnia Herzigovina dove veniamo fermati e ci vengono chiesti i documenti. Rimaniamo imbottigliati per una decina di minuti tra militari e camion che ogni giorno attraversano le due nazioni su piccole e strette strade di montagna. Non esiste una vera autostrada ma come sempre il paesaggio montano è incantevole.Mostar è la città che nella guerra del 1991 fu completamente distrutta. Il primo obbiettivo ad essere colpito con le bombe al fosforo fu la chiesa di San Pietro e Paolo e il convento Francescano dove persero la vita molti frati. Andarono distrutte molte opere d’arte e molti documenti tra cui un grande archivio storico di tutte le religioni. La chiesa con il contributo di molte nazioni europee è stata ricostruita ma ci vorrà molto tempo per vederla nuovamente nel suo completo splendore. Dopo aver visitato la chiesa ci spostiamo nella città vecchia caratterizzata dai piccoli vicoli e dai tanti negozi di artigianato locale. La città è divisa in due da uno splendido ponte a navata unica. Anche il ponte fu distrutto dalle bombe. Ricostruito nel 2004 è stato posto sotto il patrimonio dell’UNESCO nel 2005. La visita continua tra le viuzze fino ad arrivare alla mosche di KOSKI MEHMED PASCIA’ e al suo splendido minareto, situata nel quartiere turco. Infatti Mostar è divisa tra Cristiani e Musulmani e 12 famiglie di Ebrei. Dopo una visita di circa tre ore, la guida ci spiega veramente tutto, risaliamo sul nostro piccolo Van che ci porterà a Medjugorie per una visita alla chiesa di S. Agostino dove viene venerata la statua della Madonna che apparse ad un gruppo di ragazzi nel 1981. La sosta dura un’ora e alle 17:00 siamo pronti per tornare al nostro appartamento. Ripassiamo le due frontiere e alle 19:00 siamo nelle vicinanze di Ston dove l’autista si ferma e ci fa scendere per offrirci le meravigliose ostriche vendute in un banchetto da una signora che con maestria e un piccolo coltello apre i mitili in un batter d’occhio. Il prezzo?? 5Kn a pezzo. Meno di 1 Euro. Stremati e stanchi del viaggio una volta a casa ci facciamo una doccia rinfrescante e andiamo a cena. Il giorno dopo siamo decisi ad andare a visitare da soli Mali Ston e le sue mura.
02.08.2007
Il giorno si presenta un abbastanza anomalo, non abbiamo una meta ben precisa dove passare la mattinata e per strada scoviamo una piccola spiaggia in fondo ad una strada. Scendiamo direttamente con la macchina verso questa piccola baia a pochi silometri dalla città verso nord e si riconosce da un piccolo lenzuolo di terra con la forma molto simile alla Sicilia. L’acqua è splendida, cristallina e molto calma. Un silenzio da laguna viene infranta solamente dalle onde sugli scogli. Restiamo fino alle 12:30 poi ci cambiamo il costume bagnato riparati dietro un cespuglio e ripartiamo verso Ston per assaporare una bella mangiata di pesce. Il ristorante si chiama Bota-Sare e si trova a Mali Ston. Alle 13:00 siamo già seduti e finalmente mangiamo in modo divino. Il clou le ostriche (10Kn l’una) e il piatto Bota, una portata di pesce misto, crostacei crudi e aragosta (220 Kn). Dopo pranzo ci incamminiamo per visitare la cittadina, un piccolo paese di pescatori, allevatori di cozze e ostriche, ma il paese è importante anche per le sue saline. Proprio per questo motivo, Ston aveva una rilevante importanza per la repubblica di Dubrovnik, e quindi fu costruita la più imponente cinta muraria d’Europa. Misura 5,5 Km ed è ancora in piedi, resistendo al tempo. Arriviamo fino alle rovine della cinta muraria. Da li si ha una vista totale del posto, con i suoi vicoli strettissimi e i tetti di un rosso scuro. Ripartiamo e la sera non usciamo, il giorno seguente decidiamo di visitare l’isola di Korcula.
03.08.2007
Per arrivare a Korcula (sesta isola dell’adriatico per grandezza) bisogna imbarcarsi da Orebic. Il traghetto parte ogni ora mentre il viaggio dura appena 10 minuti. Una volta attraccati sull’isola andiamo a cercare un posto dove passare la mattinata. Troviamo delle piattaforme di cemento attrezzate di scala per scendere e risalire. L’acqua è limpida e subito molto profonda ed essendo la piattaforma molto piccola, riusciamo a passare una mattinata tranquilla senza alcun rumore. Nel primo pomeriggio andiamo a visitare la città di Marco Polo. Infatti da un episodio storico che si è svolto nel 1298, si potrebbe risalire alla nascita di Marco Polo nell’isola di Korcula, e quindi i Croati ne rivendicano la nazionalità. Sembra però che tutto questo sia stato già smentito. Parcheggiata la macchina ci dirigiamo verso la porta principale (Porta Meridionale) della città e salendo la lunga scalinata si entra nella piazza della cattedrale che sembra un salotto di casa per il suo ordine e pulizia. Si nota la cattedrale di San Marco Evangelista e si può visitare anche, la casa che viene fatta passare per quella in cui è nato e vissuto Marco Polo. Proseguiamo scendendo e passando in caratteristici vicoli pieni di piccoli negozi di souvenir caratteristici e altri molto meno. Arriviamo al porto turistico dove sono attraccati Yacht da mille e una notte. Si notano i resti di due torri della cinta muraria che proteggevano la città. Torre della porta Occidentale e la Grande torre del governatore. Ci fermiamo in un bar per mangiare qualcosa e poi verso le 17:00 ci incamminiamo per imbarcarci sul traghetto che ci riporterà a Orebic. Decidiamo di tornare a mangiare a Ston per festeggiare il compleanno di Alessia, ma sfortunatamente una delle due macchine decide di rompersi proprio in mezzo al paesaggio di montagna che divide i due paesi. Siamo stati presi un po’ dal panico, ma poi ragionando siamo riusciti a chiamare l’ACI in Italia e abbiamo comunicato il tipo di guasto e la nostra posizione. Chiudiamo la telefonata e in meno di un’ora e mezzo eravamo già sul carro attrezzi che ci ha riportato a Dubrovnik e siamo stati lasciati fuori al centro assistenza Citroen. La mattina dopo dobbiamo partire per Pula e decidiamo di dividerci. L’assistenza croata Citroen è stata efficientissima e alle 11.30 la macchina era già riparata.
04.08.2007
Il viaggio per Pula è stato veramente un’avventura. Abbiamo impegato 13 ore di macchina per raggiungere il Punta Verudela Resort. Colpa della strada, del traffico e di due Tunnel che stanno terminando sull’autostrada. Comunque il soggiorno a Pola (o Pula) sarà sicuramente meno trafficato della prima settimana, quindi non ci pensiamo.
04.08.2007 – 11.08.2007
La settimana a Pula è stata completamente dedicata al riposo cono solamente due uscite per andare a visitare il centro di Pula e l’arena e il parco nazionale di Plitvice. Pola (o Pula) ha come maggiore attrazione l’anfiteatro romano (copia in piccolo del Colosseo) ma tenuto e sfruttato meglio. Abbiamo fatto un giro proprio come veri turisti tra negozi di souvenir, passeggiando in tranquillità nei viottoli, facendo acquisti di ogni genere, dal centrotavola ricamato a mano alla squallida tazza con L’arena in rilievo. Abbiamo passato una mattinata tranquilla in compagnia di uno splendido sole. La curiosità di questa città sono le targhe delle indicazioni stradali in due lingue. L’italiano e il Croato. Ci fa un po’ strano, dopo una settimana a ritirare fuori il nostro inglese scolastico, a sentire gridare in mezzo alla piazza “…ohhh guarda questo che vende!!!” Pola sembra il classico paese di villeggiatura italiano. Oltre all’Arena da vedere c’è anche il piccolo “Arco trionfale dei Sergi” e “Il tempio di Augusto”.
09.08.2007
Patrimonio dell’umanità dal 1979. L’UNESCO ha proclamato questo parco naturale “Patrimonio dell’umanità”. Il Parco Nazionale di Plitvice è il paradiso terrestre. Per visitarlo tutto e seguire tutti i percorsi suggeriti ci vorrebbero 48 ore, e visto che il parco non è sempre aperto ci vorrebbero almeno 3 giorni. Partiamo la mattina alle 8.00 ma il tempo non promette niente di buono, e infatti a metà percorso veniamo inondati da un temporale fortissimo. Ma ormai siamo a metà strada, quindi “…Avanti miei prodi”.In 5 ore siamo all’ingresso del parco mentre la pioggia piano piano cessa e al suo posto fa capolino un timido sole che subito si tramuta in un fuoco intenso. Scendiamo dalla macchina e ci dirigiamo verso la seconda entrata del parco, che sembra quella meno battuta dai turisti. L’ingresso è di 110Kn (15 Euro). Scegliamo il tragitto più piccolo, il tragitto A che si dovrebbe percorre tutto a piedi e in 3 – 4 ore. Il sole che comincia veramente a infuocare l’aria, illumina in una maniera spettacolare le cascate e i laghi. Si sente un solo rumore di fondo. L’acqua che cade violentemente sulle rocce alzando nubi indescrivibili. I colori sono il blu e il verde. Ci dirigiamo subito verso la cascata più alta (78 metri). Il tempo di scattare qualche foto e di percorre un breve tratto del percorso e subito il cielo diventa nero e un nubifragio si abbatte sul parco. Non siamo impreparati, kiwey alla mano ci copriamo e troviamo riparo in una piccola grotta. Aspettiamo che la pioggia diminuisca per poi tornare alla macchina. Abbiamo passato due ore scarse nel parco ma la bellezza e i colori, l’aria e l’atmosfera ne valeva la pena. Il biglietto è anche un piccolo vademecum. Ci sono poche regole da rispettare, ma come al solito ci siamo fatti riconoscere anche li. La prima che si legge sul biglietto è “non dare da mangiare agli animali” e il messaggio viene ripetuto anche sulle insegne che indicano il percorso. Una famiglia di italiani, per scattare una foto “meravigliosa” con tanti pesci nell’acqua, davano tozzi di pane intero ai migliaia di pesci che si affollavano a riva saltando anche fuori dall’acqua. Un altro tizio “sempre italiano” per ripararsi dalla pioggia ha strappato una bella Ninfa per coprirsi la testa sfoggiando quella risata idiota di chi sembra averla fatta intelligente. Comunque la giornata è finita e anche la vacanza perché i due giorni restanti li passeremo in beata rilassatezza nel villaggio tra piscina di acqua salata e lo splendido mare della Croazia.
Tabù da sfatare:
Prima di partire per ogni vacanza o viaggetto, ci informiamo sempre su usi e costumi del posto dove andiamo, in modo da non offendere nessuno e non incappare in qualche guaio. Purtroppo molte volte su internet si trova sempre di tutto, e all’ora vogliamo dire anche la nostra.
Primo Tabù:
“L’acqua del mare è ghiacciata e subito molto alta, quindi se non sai notare non andare in Croazia”.
Falso. Se avete paura di affogare in 80 cm di acqua, beh, state a casa. Ci sono luoghi dove abbiamo trovato l’acqua alta come a Korcula, ma abbiamo fatto anche il bagno in posti “normali” dove per tuffarsi bisognava allontanarsi almeno di 5 o 6 metri, quindi giudicate voi.
Secondo Tabù:
“Portatevi una scorta d’acqua da bere perché li fa veramente schifo”.
Falso: L’acqua non fa schifo, è molto gasata, questo è vero, ma se non piace l’acqua con Gas, basta scegliere la liscia e tutto scorre. Poi abbiamo anche chiesto se l’acqua di rubinetto fosse potabile e la risposta magicamente è stata SI.
Terzo Tabù:
“ I Croati trattano male gli Italiani e fanno finta di non capirli”.
Falso“Aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt” cioè, “Abbiamo davanti agli occhi i vizi degli altri, mentre i nostri ci stanno dietro” Noi capiamo se un tedesco ci pone una domanda in tedesco? Loro capiscono il croato e l’inglese (meglio di noi) quindi sforziamoci a parlare un po’ l’inglese e non diciamo la classica frase “ahoo, questi non capiscono un ….) se gli parliamo in Italiano. Sono Croati!!! Parleranno il Croato. Gli Italiano sono ben visti come tutti i turisti del mondo. Portano anche loro soldi, ma se ci comportassimo meglio, senza voler essere sempre i padroni del mondo, con quell’aria di superbia, forse verremmo trattati meglio in qualsiasi parte del mondo.
Quarto Tabù:
“Il pesce lo mangi bene ovunque perché è il loro piatto tipico”.
Falso/VeroIl pesce non è il piatto tipico. Il piatto tipico, o meglio quello che va per la maggiore, è la carne. In tutte le salse. Agnello cotto alla brace, Cevapi, grigliate miste e così via. Questi li mangerete bene ovunque, mentre il pesce lo mangerete bene nelle piccole isole e soprattutto a Ston.
Suggerimenti:
Nelle escursioni portate sempre scarpe da ginnastica o particolarmente comode, e nello zaino mettete un Kiway per gli improvvisi “eventuali” cambi climatici. Non è un dato di fatto che il clima cambi, ma non si sa mai, a noi sono serviti. Non sempre accettano l’euro (soprattutto al Sud, nella Dalmazia) quindi cambiate qualche centinai di euro in Kuna, o pagate con la carta sempre ben accetta. Non aspettatevi il Caffè espresso e non fate le facce schifate quando vi serviranno un caffè leggermente lungo. Quello è il loro caffè. Rispettate la Croazia e i Croati, è gente che ha sofferto ma che in 15 anni hanno ritirato a lucido una nazione, e che nazione visto che a ogni angolo, ogni piccolo posto c’è sempre una bandiera che sventola orgogliosa. Noi ancora stiamo pagando tasse ridicole dopo la seconda guerra mondiale.
Info:
Capitale : Zagabria
Moneta: Kuna, al cambio attuale 1€ vale 7,33 Kuna
Lingue parlate: Croato e Inglese
Clima: Mite d’inverno e caldo d’estate sulla costa, mentre nell’entro terra potrebbe anche nevicare. Voto alla vacanza: non c’è voto!!



